Che tipo di viaggiatore sei?

GUIDA IRONICA AL VIAGGIATORE TIPO CHE ALBERGA IN OGNUNO DI NOI

Sono da tempo convinta che i viaggiatori, in quanto tali, trascendano il concetto di essere umano e si classifichino come una specie a sé che non fa testo. Ce n’è uno in ognuno di noi, basta solo accettarlo…!

Non hanno nazionalità, non hanno lingua e, all’occorrenza, non hanno culture o tradizioni. Perchè le ricomprendono tutte. Sono turisti, talvolta pellegrini, quasi sempre amanti del mondo. E questo permea la loro esistenza al punto da renderli inquadrabili in cluster ben definiti di soggetti visionari, che tra recensioni, hashtag e last minute, vivono in un costante travel state of mind.  Ma con modalità sensibilmente variabili che permettono di individuare almeno tre tipologie di giramondo. Difficile dire di non essersi mai imbattuti in nessuna di queste. Ancora più difficile non ritrovarsi in almeno una di queste, o forse, in tutte e tre!

1) I viaggiatori che programmano e analizzano  gli utenti di TripAdvisor.

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Sono in mezzo a noi. Hanno un colorito sano, sembrano alla mano e ti condividono tutti i loro link della gloria, ma attenzione: sono gli stessi che mettono una sola pallina su Tripadvisor perchè a colazione non c’era una vasta scelta di marmellate. Sono la corrente educata del fenomeno antropologico nato nelle classi di Oxford dell’Inghilterra Vittoriana e divenuto noto come la Bello l’armadio, bella la boiserie, ma io ‘nte pago Concept Attitude. Ottimi organizzatori e strepitosi argomentatori se non sei come loro è impossibile pensare di riuscire a passare insieme anche solo una mezza giornata a Ostia. Hanno sempre la possibilità di organizzarsi per tempo, riescono sempre a trovare il miglior rapporto qualità-prezzo, soluzioni vicine alla metro e sempre in quartieri con una “ricca scelta di ristorantini locali”. Non ce li vedi proprio a cercare parcheggio sotto il sole a mezzogiorno solo perché a te, una domenica mattina qualunque, ti è venuta voglia di mare. Loro non concepiscono l’espressione “all’ultimo momento”. Per questo motivo, sono i delusi perennemente infastiditi dal vociare scomposto nella stradina sotto l’albergo, quelli che, non si sa come, dormono sempre nella stanza in cui si sente il rumore del condizionatore. Non tollerano che la cabina doccia sia così piccola dopo la pivot ideata per individuare l’hotel migliore, e al massimo si consolano perchè c’era il wifi in tutti i locali – visto che in camera il segnale era debole. E questi particolari li colpiscono talmente tanto che è quasi tutto quello che sanno raccontarti al ritorno dal viaggio. Magari amano Goya e si sono fatti tutte le tapas del centro (perchè qualche selfie su fb se lo concedono pure loro) ma niente, loro hanno un blocco emotivo di fronte a certe priorità e noi dobbiamo esserne contenti. Grazie a loro faremo un viaggio migliore in fondo. Perché quando all’ennesimo “Sì ok ma quindi ti è piaciuta Madrid?” senti il solito “Mah carina, però gli spagnoli non mi hanno convinto, il personale in hotel non era il massimo” sai che è giusto concedere alla città il beneficio del dubbio e tentare di persona nella consapevolezza che loro non raccontano: recensiscono!

2) I turisti wild young and free che come #viaggiano loro nessuno mai (gli Instagram +5k followers).

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La conversazione solitamente inizia con incredibili racconti di discoteche dai pavimenti luminosi  “che non te l’aspetti proprio in una città così” e prosegue amabilmente con i cocktail da urlo e la musica che tutto sommato non era male. Formidabili intrattenitori e appartenenti alla categoria del #ciaopovery questi hanno di solito un’età compresa tra i 22 e i 27, oppure tra i 45 e i 52. Tu e i tuoi 30 anni vorreste solo sapere com’è la città vecchia, quali sono le sensazioni che ti trasmette la città nuova, che aria si respira nel cuore boemo d’Europa, ma loro sono lì che “poi guarda, quel ristorante che sta tra Kiko e la Nike ha dei tavoli pazzeschi, vuoi vedere le foto del viaggio?”. Tu, ingenuo figlio degli anni ’80, sufficientemente giovane da essere fiero esponente della prima generazione di Millennials e sufficientemente maturo per sapere com’era quando andavi in gita a 12 anni con le kodak usa e getta, per un attimo, ci credi. Pensi di poterti fare un’opinione tua, le foto sono foto. E non ti scomponi certo al primo piccione, ci può stare. E neanche al brindisi di inizio vacanza..vabbè dai la prima sera. Quando vedi la città di notte-notte al buio proprio non ti lasci turbare…ma sul gattino “che aveva degli occhi verdi bellissimi vedi?” sdraiato su quello che sembrerebbe essere il famoso Ponte della città senti che la tua fiera espressione di circostanza inizia a scricchiolare. E sul pavimento colorato della discoteca, il crollo. All’improvviso  non hai più il controllo del tuo viso. Il sorriso psicotico che prende possesso della tua espressione potrebbe lanciarti a Hollywood come guest star in American Horror Story e quando meno te l’aspetti senti tuonare “ma che non ti interessano???” “NOOO MA SCHERZI..!!..solo che ecco..io..ma…cioè…” Ed è lì, quando sentono i battiti del tuo cuore straziato che inizia  manifestare i sintomi di un attacco epilettico, che loro si voltano, calano le palpebre a mezz’asta e con l’aria di chi sa stare al mondo ti dicono annoiati “..poi vabbè è normale che il Castello di Praga è carino..” #èscusaeh!

3) Gli schizzati che viaggiano con la mente e quando sono là, vivono. 

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Questi sono i sognatori. Quelli che programmano un viaggio per tutta la vita o per un’intera ora, ché per loro ha la stessa importanza. Quelli che hanno un’idea precisa  o magari non ce l’hanno proprio e prenotano last minute senza controllare la scadenza sul passaporto. Sono quelli che programmano escursioni, definiscono tappe e tragitti, vacanze, weekend talvolta ore strappate ad una routine scandita dall’attesa della fuga, che in quanto programmata non è mai veramente tale. Sono quelli che hanno capito che viaggiare è un’esperienza mentale ed extra-corporea ancora prima che fisica e concreta. Ché viaggiare, è coinvolgere veramente il tempo e lo spazio stando fermi. Risolvono qualunque problema di pulizia con un asciugamano portato da casa e steso sul cuscino, l’hotel non è mai il punto. Loro devono “andare, andare, andare…” non possono perdere tempo a contare quanti tipi di marmellate ci sono a colazione. Rimangono convinti della superiorità storica e culturale di alcune città su altre, eppure le rispettano tutte, perché ognuna a modo suo offre peculiarità uniche a chi sa come guardarle. A chi sceglie di viverle. Scattano foto che condividono per trasmettere agli altri la propria emozione e quando tornano ti portano nel loro mondo e ti fanno venire venire voglia di partire anche tu. Un po’ li odi. Ma la verità è che li ami.

E non puoi farci niente.

E tu? Che tipo di viaggiatore sei?

4 Replies to “Che tipo di viaggiatore sei?”

  1. Io girerei il mondo senza alcun bagaglio, comprerei l’abbigliamento adatto al luogo del momento. Poi riprenderei il viaggio lasciando tutto là, per rivestirmi in un nuovo luogo. Purtroppo non posso permettermelo perché mi manca la materia prima: il vil denaro. 😉

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    1. Sarebbe un gran bel mondo da viaggiare così:) La materia prima è saper sentire ancora prima che riuscire a vedere: si può viaggiare anche dalla panchina sotto casa se si sa dove si vuole arrivare:) Grazie per il tuo commento!

      Piace a 1 persona

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