Central Park

Tutte le esperienze da non perdere nel posto più surreale di New York

In una giungla di grattacieli, Central Park è la rigogliosa riserva di ossigeno di una città che sa come concedersi una fuga dalla realtà a pochi isolati da casa.

Sorge tra i ricchissimi Upper West Side e Upper East Side, è l’approdo naturale della Broadway a ovest e della Fifth a est, è costeggiato da alcuni dei più famosi musei del mondo: il MET, il Guggenheim, il Museo di Storia Naturale. Al turista cresciuto a cinema e TV che arriva per la prima volta, tutto di questo posto appare nuovo eppure familiare. 

Accedendo al parco dalla Fifth Avenue, dopo essersi fermati a colazione da Tiffany, è impossibile non notare il Plaza Hotel, il sogno di tutti i bambini che con Mamma ho riperso l’aereo mi sono smarrito a New York, hanno iniziato a crescere con il mito della grande mela. Da qui in avanti il confine tra pellicola e realtà diventa sempre più labile. Cosa abbastanza normale quando si tratta di New York, e di Stati Uniti in generale.

Plaza Hotel – New York

Orientarsi dentro Central Park non è semplicissimo, per questo motivo è consigliabile restare nelle arterie principali, le più battute dai turisti e dagli stessi newyorkesi. In questo modo sarà possibile vedere alcune delle location più famose del parco, rese celebri da film e serie tv. È comunque auspicabile definire prima cosa si desidera vedere e fare una opportuna valutazione delle distanze tramite Google Maps. Soprattutto, è doveroso dedicare al parco una giornata buona, perchè è probabilmente il modo più vero di comprendere a fondo lo spirito dei newyorkesi. 

Central Park – New York

Nella mia personale esperienza, queste le 5 tappe che non possono mancare.

1) La passeggiata dal Gapstow Bridge alla Pista di pattinaggio

Entriamo a Central Park in una assolata giornata di fine Luglio: la stagione è altissima, la temperatura anche. Varchiamo l’ingresso, e ci dirigiamo verso il primo assaggio di magia, il Gapstow Bridge. Da qui alla notissima pista di pattinaggio sul ghiaccio, che nei mesi estivi ospita un delizioso luna park, sono poco meno di 500 metri. 

Central Park – New York

Nel breve tragitto che la separa dal Gapstow Bridge è impossibile non rimanere impressionati dalla visuale di cui si gode nei pressi del piccolo ponte, che restituisce la grandiosità dell’opera Central Park ed evidenzia in maniera inequivocabile il genio umano che l’ha concepito. Tutto in questo luogo è una continua fusione tra la dimensione umana più intimistica e quella ingegneristica più contemporanea. La modernità delle strutture che emergono come fusti di piante del futuro dalle chiome verdi e rigogliose della fitta vegetazione lascia senza fiato.

Central Park – New York

2) Affacciarsi dalla Terrazza e e scendere la scalinata che porta alla Bethesda Fountain

La Bethesda Fountain è una delle fontane piu celebri del cinema americano. L’abbiamo vista ovunque, da Un giorno per caso agli Avengers, con comparsate sparse in quasi tutte le pellicole ambientate a New York, e ammirarla dal vivo lascia piacevolmente sorpresi per la grazia che trasmette. 

Bethesda Fountain, Central Park – New York

L’Angelo delle acque, la graziosa statua posta al centro della fontana è ben visibile già dalla Bethesda Terrace, da cui scendono due splendide scalinate che incorniciano l’accesso alla fontana, ampia e circolare. Romantico lo scorcio del laghetto antistante, ancora più magica la visuale dal celebre porticato sotto la terrazza. 

Bethesda Fountain, Central Park – New York

3) Fotografare l’equilibrio perfetto tra uomo, natura e architettura sul Lake

Alle spalle della Bethesda Fountain sorge l’incantevole lago da cui si inizia ad entrare nel vivo del parco.

The Lake, Central Park – New York

Comunemente noto come The Lake, il lago accoglie turisti, coppie innamorate, e famiglie newyorkesi con bambini che noleggiano le piccole barche a remi per passare una mezz’ora di ordinaria spensieratezza lontani dalla frenesia del centro: in questo angolo verde l’uomo si ricongiunge con la natura e con la bellezza delle cose semplici sotto lo sguardo complice delle strutture che più hanno conferito carattere alla città.

4) Salire sul Castello di Belvedere e contemplare la grandiosità di New York

Il Castello di Belvedere sorge sul delizioso laghetto delle tartarughe, dove si trovano decine di esemplari di tartarughe acquatiche, che vivono indisturbate in questo luogo di pace. Il Castello, che somiglia di più ad una piccola fortezza, si trova a nord del Lake, ed è una delle poche location di Central Park altamente pubblicizzate in tutti i percorsi.

Accedendo al Castello, è possibile affacciarsi da una delle terrazze, e ammirare uno degli scorci più emozionanti e unconventional di New York.

Panorama dal Belvedere Castle, Central Park – New York

Oltre la fitta vegetazione si estende la Riserva di Jacqueline Kennedy Onassis, omaggiata dal meraviglioso e più ampio lago di Central Park, su cui si affaccia, dall’altro lato della Quinta, l’emblematico Guggenheim Museum.

5) Mangiare hot dog guardando i ragazzi che giocano a baseball

In realtà le piazzole che circondano la riserva Jackie ‘O sono dedicate al Softball. Ma ritrovarsi a mangiare un hotdog guardando genitori che allenano i figli con palla e guantone, è un momento che ti proietta in un mondo lontano anni luce da quello delle piazzette e delle ginocchia sbucciate per correre dietro un pallone. È l’America degli sport che hanno unito una nazione, e le hanno conferito il suo spirito forte e combattivo. L’America degli home run e della leggendaria terza base. Quella che la domenica pomeriggio allena il figlio a Central Park, e che il lunedì mattina alle 6.00 è uno squalo a Wall Street.

Central Park – New York

EXTRA

La prima volta che sono arrivata a New York era una notte nuvolosa dei primi di Ottobre. Mentre il tassista iraniano ci raccontava la storia della sa vita nel tragitto dal JFK alla Madison, New York appariva ai miei occhi come una Gotham City vera. Così reale nel cuore della notte e ammantata di mistero che credevo di sognare. Non potevo immaginare quali avventure avrei avuto l’occasione di vivere nelle settimane che sarebbero seguite. Come essere intervistata in diretta sulla CNBC durante la parata del Columbus Day, o essere strattonata sulla Martin Luther King e trascinata in una chiesa di Harlem dove mi sarei commossa a sentire un coro gospel – vero – e un ministro donna che ringraziava per la presenza di giovani bianche europee. A Central Park, mi capitó di passare nel giorno del 70mo compleanno di John Lennon. Arrivammo quasi per caso a Strawberry Fields. È possibile che i pacifisti di mezza America si fossero dati appuntamento lì.

Cantammo Imagine, Hey Jude…Ticket to ride.

Avevamo 25 anni.

Fu un attimo. Eppure fu epico.

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